Malattia di Alzheimer

La demenza tipo Alzheimer è la più frequente forma di demenza dei paesi industrializzati e rappresenta circa il 50% di tutte le malattie degenerative cerebrali finora identificate. La malattia provoca un lento ma progressivo declino delle facoltà cognitive (memoria, capacità di ragionare, linguaggio, senso di orientamento, capacità di eseguire azioni consuete), tanto da rendere la persona colpita incapace di gestirsi autonomamente necessitando progressivamente di un’assistenza che occupa tutto l’arco delle 24 ore. La persona ammalata non ricorda le cose e anche i gesti più semplici come lavarsi e vestirsi diventano faticosi; le stesse domande vengono continuamente ripetute e anche i volti delle persone più care diventano irriconoscibili.

La persona ammalata subisce evidenti alterazioni del proprio comportamento quali aggressività verbale e fisica, comportamenti motori e verbali ripetitivi e senza scopo; ciò si accompagna a caratteristici sintomi psicologici come depressione, ansia, instabilità emotiva, deliri, allucinazioni.

Escludendo quelle rare forme di demenza tipo Alzheimer su base ereditaria, di solito a inizio prima dei 65 anni, nella maggioranza dei casi la malattia è sporadica a insorgenza imprevedibile.

La prevalenza della malattia aumenta con l’età e può avere un decorso molto variabile ma la durata media raggiunge gli 8-10 anni.