Domande e Risposte

Cosa fare quando il malato è molto agitato o aggressivo?

Il comportamento da tenere in questi casi non può essere sempre uguale ma deve essere adattato alle singole capacità individuali e anche al grado di avanzamento della malattia.
Sio tratterà di riuscire a trovare la soluzione migliore attraverso prove e tentativi. Non bisogna mai dimenticare che le reazioni e l'aggressività del malato non sono dirette intenzionalmente verso chi lo assiste o gli sta vicino.
Alcuni consigli :
Cercare di reagire con la massima calma ( non discutere )
Cercare di distrarre la sua attenzione su un'altra cosa ( bere o mangiare qualcosa )
Cercare di persuaderlo con dolcezza o rassicurarlo tenendogli la mano
Dimenticare cio che è successo ( è la malattia che porta a compiere certe azioni )
Evitare assolutamente di rimproverarlo o di punirlo ( non serve a nulla poiché non è cosciente delle sue azioni )

A volte non riesco a controllare le mie reazioni, perdo la pazienza poi mi dispiace, mi sento in colpa.

E' più che naturale perdere la pazienza ma non bisogna sentirsi in colpa.
Il malato spesso si scorda presto dell'accaduto.
Se ciò si verifica frequentemente vuol dire che siete troppo stanchi, che avete bisogno di " ricaricare le batterie "( per esempio parlare e sfogarsi con persone che conoscono la vostra situazione: frequentatori di gruppi di Auto Mutuo Aiuto presso un'Associazione ).
L'ansia e lo stress accumulati nel tentare di assistere al meglio il malato si trasmettono inconsciamente al malato stesso il quale finisce con l'essere ancora più agitato.
Se poi le vostre reazioni diventano sempre più incontrollabili o addirittura violente vuol dire che avete assolutamente bisogno di riposo e di pensare prima di tutto a voi stessi.Avete raggiunto il limite delle vostre possibilità di prestare assistenza con la necessaria pazienza e calma verso il malato.Occorre cercare di non sopportare l'intero carico assistenziale solo sulle proprie spalle ma possibilmente coinvolgere altri famigliari, quando ci sono, o persone di fiducia.

Ha cercato di aggredirmi, mi ha preso le braccia e mi ha detto che mi vuole ammazzare.

Una violenza fisica vera e propria avviene raramente, tuttavia, se dovesse succedere conviene lasciare la stanza, oppure allontanarsi semopre cercando di controllare cio che fa il malato finchè non si è calmato. Vivere con la paura di essere aggredito influisce negativamente sullo stato d’animo del famigliare che dovrà trovare una persona alla quale rivolgersi tempestivamente per chiedere aiuto.
Di solito il comportamento aggressivo può essere tenuto sotto controllo madiante una appropriata somministrazione di farmaci, possibilmente , liquidi sotto la direzione del medico.
Il malato può anche rifiutare di prendere medicine.In questo caso cercate di somministrarle insieme ai cibi, alle bevande o al gelato.

Accusa tutti di rubargli le cose.

E’ un comportamento che nasconde paura ed incertezza.
Gli oggetti rubati spesso sono stati riposti da malato che poi dimentica dove gli ha messi.Non è difficile individuare i posti preferiti e recuperare gli oggetti facendo finta di averli ritrovati per caso senza rinfacciargli nulla. Se chiude a chiave i cassetti fate una copia delle chiavi per voi. Cercate di tenere gioielli, denaro documenti importantio in posti non accessibili al malato.

A volte quando è molto agitato si morde le mani o si strappa i capelli.

Può capitare che in preda ad irritazione o confusione si faccia del male soprattutto quando non riesca o non sia più in grado di comunicare la propria contrarietà ad una richiesta di chi lo assiste.

Es .Non vuole fare una certa cosa, chiudere una porta, non potendo farsi capire si morde una mano o si strappa i capelli.In questi casi occorre tranquillizzarlo e non insistere sul fargli fare ciò che ha cercato di farsi capire di non voler fare perché ha perso il ricordo di come si fa.

In questi casi è la frustazione per non essere più in grado di compiere semplici o banali attività a renderlo aggressivo.

Non appena ci si accorge che il malato non è più in grado di fare certe cose è necessario evitare di fargliene richiesta.


Da alcune schede edite da ALZHEIMER ITALIA