Sul lago dorato

Titolo originale: "On golden pond" USA 1981

Regia: Mark Rydell

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Norman ed Ethel Thayer sono anziani e trascorrono la loro estate in una bella casa sul lago. Ethel è dolce e paziente mentre Norman appare burbero e irascibile. I due hanno una figlia, Chelsea, che non va d'accordo con il padre e nutre risentimento nei suoi confronti.
Ethel invita Chelsea a fare loro visita in occasione dell'ottantesimo compleanno di Norman e la ragazza, che è divorziata, arriva alla casa sul lago con il fidanzato dentista e con Billie, il figlio tredicenne di lui. Chelsea chiede ai genitori di tenere Billie con loro nella casa sul lago per un mese, mentre lei e il fidanzato faranno un viaggio in Europa. I genitori accettano.
Inizialmente Billie si dimostra ostile: poi, a poco a poco, abbandona il suo atteggiamento aggressivo e instaura un rapporto di sincera amicizia con Norman. La presenza del ragazzo è importante anche per Norman, che acquista nuovamente fiducia in se stesso. Quando Chelsea rientra dall'Europa, lei e il padre hanno un chiarimento e risolvono finalmente il loro rapporto conflittuale.
Siamo di fronte ad un personaggio che ci rappresenta una fase iniziale di malattia la cui evoluzione non ci viene raccontata e che si colloca in quella zona grigia tra MCI e Demenza nella quale le decisioni di intervento terapeutico sono spesso determinanti ai fini prognostici. II film permette pertanto di aprire un dialogo anche sulla valutazione e sugli strumenti più idonei per effettuarla